Guerra e PaceGUERRA E PACEA che serve gridare, sbraitare contro Bush, Saddam e Bin Laden, quando ormai duri sono i loro cuori e la guerra segue il suo corso? A che serve invitarli alla resa, a deporre le micidiali armi anti umanità se il loro infelice orgoglio si è tramutato in pericolosa Superbia e la Guerra si fa sempre più Guerra? A chi giova dire che la Ragione e il Torto siano di questo, codesto e quello se la Guerra diventa sempre più una Piaga?
A chi offrire le amare lacrime versate di madri, spose, sorelle, fidanzate, padri, fratelli, figli e amici per i morti sia dall´Occidente che dall´Oriente, sia dal Sol levante che dal sol cadente, sia dall´Alba che dal Tramonto se la Guerra è sempre più sporca? A chi sorridere più ormai se nefasti individui della Morte predicano solo morte in nome di Dio e corrompono il medesimo Credo Religioso pur di dividere l´ Umanità?..
A chi mostrarsi propizio se la felicità è spenta, non più gaia e bianca come la colomba, ma atroce e nera come il fumo dei cannoni e la Guerra è sempre più inevitabile? Ciò nonostante io sbraiterò lo stesso nelle piazze, alzerò la mia solitaria voce di poeta e ignoto cittadino del mondo, vi spronerò, o capi di Guerra e di Terrore, a genuflettervi dinanzi alla Coscienza, a stringervi la mano, a varcare diverse speranzose frontiere per far sorridere l´atterrito bambino, a costruire ponti di arcobaleno in nome della luminosa Pace e del confortante Amore!.
Vi inviterò dal mio micro centro del Pianeta a debellare la vostra meschina Alterigia, e insieme con gli altri sorrisi che mi corteggiano farò della vostra Arroganza un mucchio di legna per falò, intorno al quale cantare-ballare a suon di chitarra, e la Ragione, la Verità, il Sentimento e l´Amore fra i popoli prevarranno, e il Mondo incoronato sarà dall´Arcobaleno della Pace! Luigi Di Seclì (31/III/2003) |