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Scopriamo il Salento

Il cuore del Salento

Esiste nel cuore del Salento un`isola ellenofona le cui origini sono fatte risalire agli ultimi secoli del Basso Impero o i primi dell`Alto Medioevo quando popolazioni greche giunte nella Puglia meridionale, vistesi minacciate da epidemie malariche e dagli attacchi continui dei corsari, sono costrette ad allontanarsi, almeno per una ventina di chilometri, dalle coste.
Si tratta di popolazioni dedite all`agricoltura e alla pastorizia che chiamano il loro linguaggio con il termine grico o omilume grica ("parliamo greco"), una denominazione indipendente sia dal latino graecus che dal greco antico graicoz.

La sicurezza dei centri interni richiama il flusso di liberi lavoratori i quali, liberi da ogni vincolo di dipendenza, non tardano  a manifestare la volontà di distacco dai primi arrivati sottomessi ai dispotici signori feudali. Così, artigiani, fabbri, sarti, falegnami, (greci o latini che siano), forti anche dei loro redditi, respingono la lingua in uso presso la gente più umile e invece del greco parlato dai poveri contadini adottano il romanzo leccese. E` questa la prima ferita inferta al grico.

Ferite aperte

Il processo di deculturizzazione dei paesi della Grecìa Salentina si mostra in tutta la sua concretezza a cavallo tra il `500 e il `600 quando al "papas" ortodosso parlante il greco, si sostituisce il sacerdote cattolico che per conformità al catechismo tridentino, inizia a celebrare le funzioni religiose e a pregare in latino, sottolineando la separazione con gli abitanti capaci di capire solo la parlata greca.
E se ancora nei secoli XVIII e XIX i ceti abbienti in segno di superiorità di censo, possono imporre il divieto di parlare il greco esclusivamente nell`ambito delle proprie case (il necessario contatto con il con il resto prevalente della comunità che fa uso del greco impone loro l`acquisizione dello stesso), il realizzarsi dell`unificazione italiana sancisce il salasso definitivo della tradizione linguistica greca nel Salento.

Secoli di tragiche riduzioni

Il processo di piemontesizzazione e la coscrizione militare aggregano i poveri con i ricchi, gli  abitanti del nord con quelli del profondo sud, e l`istruzione obbligatoria vede insieme nella stessa classe il figlio dell`artigiano parlante l`italiano e il figlio del contadino  in grado di comprendere solo il greco.
"Il fanciullo, così, incominciò, per la prima volta, a considerare la lingua materna come un ostacolo all`apprendimento [...] gli insegnanti ridevano delle parole incomprensibili che inframmezzava nel discorrere, lo punivano a suon di ceffoni se, scrivendo, lasciava cadere qualche parola in greco, gli ripetevano ad ogni circostanza che la lingua da lui parlata era una lingua bastarda che bisognava relegare, abbandonare, dimenticare il più presto possibile".

Il "Grico"


Il grico è in origine la forma italiota che i popoli greci del Salento hanno preso con particolare vocalismo direttamente dalla vicina Illiria ed è ancora e fortunatamente oggi, l`idioma che appartiene a 9 paesi della provincia di Lecce ubicati al centro tra la costa Ionica e quella Adriatica: Calimera, Martignano, Zollino, Sternatia, Castrignano dei Greci, Corigliano, Melpignano, "ma in Soleto ed in Martano si mantiene maggiormente in vigore ove alcuni del popolo né parlano né intendono altro linguaggio che il solo greco, mentre negli altri paesi va degenerando di giorno in giorno la lingua e più frequentemente del greco parlano l`italiano" scrive nei primi anni dell`Ottocento il Pacelli, erudito di Manduria (LE).

Bibliografia

Le citazioni sono riprese dai testi AA. VV., Grecìa Salentina (problemi e documenti), vol. I, Cavallino, 1978] e AA. VV., Grecìa Salentina origini e storia, Calimera, 1994.
Ricerche effettuate dalla Dr. Francesca Marsano

Ultimo aggiornamento: 29/05/2003 (21:07)
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